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Ecco settembre, il mese più adatto e scelto per convolare a giuste nozze e così, è il “giorno più bello” ad essere – speso – argomento da salotto e filo conduttore di rubriche e contest a tema, ove – più che gli sposi stessi o il significato primo di un passo così importante – sono, invece, gli avvocati matrimonialisti le vere stars.

Sarà che sono un’inguaribile romantica, forse un’illusa sognatrice, ma talune cose proprio non riesco a comprenderle e gli ormai sdoganati contratti prematrimoniali richiesti sempre più spesso, a me davvero non vanno giù.

10 (4)Com’è possibile razionalizzare con freddo cinismo su un foglio da firmare, leggere e controfirmare tra notaio, avvocati e co, un sentimento immenso ed indescrivibile come l’amore?

Come si può far entrare nella propria intimità di coppia, regole e clausole da rispettare?

E come si fa a non pensare e chiedersi quando è, se sarà amore, desiderio e passione o paura e dovere da contratto?

Ed anche si trattasse di semplici regole di convivenza, ma è necessario metterle per iscritto?

Si tratta di due persone adulte che scelgono di unire le proprie vite in tutto e per tutto, è ovvio ed implicito di per sé che il vivere assieme è un compromesso tra due diverse soggettività e che ci si debba rispettare vicendevolmente, se ami qualcuno vuoi soltanto il bene ed il meglio possibile per lui o lei che sia, se è necessario sottoscriverlo allora non c’è fiducia tra i due e perciò non è amore: perché il vero amore è l’unione di due anime nude e trasparenti in un vivere chiaro ed onesto, ove l’una mette se stessa nelle mani dell’altro e viceversa, ma è possibile solo se ci si fida ciecamente a vicenda – quindi – se non è così non ci si sposa e – perciò – a che serve un contratto prematrimoniale?

Ed anche se fosse questione di denaro, di suddivisione di un certo patrimonio, se una storia finisce è un fallimento per entrambi, figurarsi un matrimonio che è un sacramento che non dovrebbe esser mai sciolto, una promessa d’amore eterno… come si può far la guerra sol per denaro a chi s’è amato davvero?

Anche se il tenore di vita dovesse risentirne, è il non aver accanto più la persona con la quale hai passato assieme parte della vita e che speravi la condividesse con te per sempre, che deve mancare, non altro, nient’altro.

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E se poi ci son dei figli, non devon esser loro a pagare gli errori dei genitori, né posson diventar terreno di scontro e ripicche, si è genitori comunque e lo si rimane per sempre nonostante i fallimenti di coppia… è necessario farselo ricordare da un notaio e dagli avvocati prima o dopo?

Forse il troppo egoismo, la superficialità ed il dilagarsi dei rapporti usa getta ci costringono a metter per iscritto ciò che – invece – dovrebbe esser naturale ed ovvio, nonché insito nell’esser umano in quanto dotato d’intelligenza oltre che d’istinto… ma a me, questi contratti paiono ugualmente un’aggressione all’intimità ed alla fiducia della coppia.

Niente è facile e non può mai esser sempre tutto rosa e fiori, ma se c’è amore, intesa, comprensione e fiducia, credo si possa superare tutto… perché le cose davvero importanti, vitali ed essenziali ad ognuno di noi, non si possono comprare né, tanto meno, “costringerle” in un contratto.

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