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mrt3Se n’è andata nel sonno, in silenzio e senza vendere il dolore, una delle ultime e poche “Signore” dei nostri tempi, Marta Marzottoregina di stile, mode e salotti, ma mai volgare, elegantemente controtendenza, nonché “Donna” trascinante e generosa capace di inventare la vita e reinventarsi ogni giorno.

La Marzotto è e rimarrà un’icona, un esempio ed un punto di riferimento sempre a la page pur se controtendenza, perché Lei non aveva bisogno di seguire alcuna moda ma era Lei stessa a “fare moda” ed essere sempre in voga mentre tutto il resto e tante/i altre/i divenivano di volta in volta sorpassati, eccessivi, volgari e decisamente out, Marta – invece – era sempre e comunque impeccabilmente cool e raffinata in ogni suo aspetto, mai fuori posto o pacchianamente fuori le righe, è passata con signorilità da travolgente bionda moglie e Contessa, a madre di cinque amatissimi figli, ad amante senza ipocrisia di uno dei più grandi artisti del Novecento italiano, ma anche e soprattutto, a Madre e Donna fortemente ferita al cuore dalla tragica morte di una giovane figlia.

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Quella della Signora Marzotto, è stata una vita all’insegna della moda, di amori indimenticabili e dell’arte per la quale vantava una grande capacità di apprendere, tale da  essere definita e divenire nel tempo la più Marzotto dei Marzotto, amore e conoscenza dell’arte che la portarono ad esser stata foriera di tanti giovani artisti riconoscendo subito in loro le qualità di grandissimi che altri non scorgevano ma Lei si… così da generosa Donna di grande umanità e amica dei big negli anni della Dolce vita, li accoglieva nel suo salotto romano che – per moltissimo tempo – fu crocevia dell’intellighenzia di sinistra, del meglio dell’arte, della cultura, della politica, dell’economia e della società italiana e mondiale, dove da perfetta padrona di casa, incarnava l’euforia di ogni speranza nel futuro.mrt2

Marta amava la vita e pienamente ha vissuto nel bene e nel male, da poverissima a contessa ricca, è caduta e si è rialzata, ha conosciuto dolore, solitudine e depressione ma sempre da Donna libera come ella stessa amava definirsi, aveva quell’intelligente ironia di chi non si prende troppo sul serio, di chi non ha bisogno d’apparire od esibire il suo status per essere perché Lei “era Marta” punto e basta… era l’amica che tutti avremmo voluto avere, perché non si risparmiava mai, perché da una Donna come Lei c’era solo da imparare, sempre… e per quella sua innata eleganza di modi e maniere ormai sempre più rara ma insita in Lei a prescindere dalla bellezza e ricchezza che la circondavano, privilegi  che – tra l’altro – non dava mai per scontati, vivendoli come provvisori e precari con quella garbata leggerezza d’altri tempi che la distingueva e ce la faceva amare.

“Emozionata, gratificata sì, ma felice no… non ne ho avuto il tempo”
(Marta Marzotto)

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