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Questo Writer’s Identikit, è un po’ fuori dal comune ed ho voluto fosse l’ultimo post del Mese di Maggio, per dedicarlo a tutte le Donne… eh si perché il mese che ci lascia è il mese delle Rose, fiore simbolo dell’Amore, della purezza, della grazia e – perciò – legato alla Vergine Maria, da sempre Regina del mese di Maggio ma, soprattutto, la “Donna e Mamma” per eccellenza… non a caso, l’antico nome latino del mese “Maius”, pare derivi dalla dea romana Maia, dea della terra nonché dell’abbondanza e della fertilità.

E quale Donna se non quella mediterranea, tutta curve e femminilità, rappresenta di più nella sua “naturale bellezza”, l’opulenza e la carnalità della maggioranza di noi Donne “comuni mortali”?13

E poi diciamolo – nonostante continui a tenere banco il diktat della moda e della comunicazione, in cui imperversano magrissime/anoressiche ragazze tristi e diafane – la  sensualità Curvy resiste nel tempo ed al cambiare delle mode, conquistando sempre più Uomini ormai stanchi di abbracciare spigolosi manichini perennemente a dieta, sempre in lotta col tempo e gli anni che passano e distaccatamente controllate.

12Ed ecco un Writer’s Identikit che della Donna con le curve al punto giusto ne ha fatto poesia, Domenico M. Bruni, un Uomo Speciale nella sua normalità, un Uomo che scrive di una donna in cui tutte noi potremmo riconoscerci, una donna che esula dagli stereotipi ideali ma che è appassionatamente “reale”, con qualche chilo e ruga in più ma piena di vita e passioni, quella comune che incontri per strada: una di noi che Domenico racconta con originale sensibilità, descrivendoci con amore, rispetto e senza fronzoli inutili ma con la poesia di chi scrive col cuore.

Chi è Domenico?
Domenico è un uomo comune che lavora, che ha dei doveri, che ama, che soffre… che vive.”

Che ama, bello sentirlo da un Uomo… Tu scrivi per la tua Donna, eppure nei tuoi pensieri ci ritroviamo in tante ma cosa significa “scrivere” per Domenico?
“Io non scrivo per la mia Donna, io scrivo della mia Donna: racconto la sua e la mia vita… a volte la Nostra.”

La tua Donna legge ciò che scrivi e cosa ne pensa?
“Mi sembra evidente… (sorride n.d.r) molte parole virgolettate sono sue e quello che racconto riguarda solo lei.”

Quando e come ti sei accorto che amavi scrivere?
“Quando alle superiori mi hanno rimandato due volte in matematica… e, nel mentre, correggevo i temi al mio compagno di banco.”

Ci sono dei luoghi, dei momenti o degli stati emotivi particolari che ispirano il tuo scrivere?
“No, ci sono dei momenti in cui trovo il tempo per farlo: alla mattina prima di uscire di casa per andare a lavorare, oppure durante il giorno in auto, mentre aspetto qualche mia cliente che apra il negozio.”

Che tipo di writer sei: istintivo che scrive di getto o metodico con schemi e regole?
“Istintivo che scrive di getto però su schemi e regole ben chiare nella propria testa.”

Rileggi e correggi spesso ciò che scrivi o preferisci affidarti all’imprinting del momento?
“Rileggo e poi magari la correzione arriva all’ultimo momento, quando il post è stato già pubblicato… allora lo modifico.”

Cosa ti piacerebbe rimanesse di ciò che scrivi in chi ti legge?
“Le emozioni descritte.”

Belle emozioni direi… Un suggerimento od un’opinione di Domenico agli uomini che ti leggono, ma che si domandano perché per loro – a differenza tua – sia più complicato comprendere ed interagire con l’universo femminile, in particolar modo con la Donna che hanno accanto.
“Io sono solo un “DonGiovanniDaStrapazzo” scritto tutto attaccato come mi definisce la mia Donna per prendermi in giro (sorride e gli si illuminano gli occhi pensando alla Sua Lei n.d.r.).
E ha ragione, non mi intendo di Donne… casomai capisco la Mia Donna anche senza che Lei parli: “E’ una specie di magia”… Queen docet.”

Sapessi caro Domenico, in quante vorremmo “questa specie di magia”, la fai facile tu (parafrasando un tuo post n.d.r.)… sorride.
Siamo nel contesto virtuale di un blog, i tuoi pensieri fanno quasi sempre riflettere, quanto e come pensi possano incidere i social network sull’umano pensiero e sulla quotidianità?
“Se i miei pensieri fanno riflettere non lo so… essendo molto legati alla realtà, possono anche dare fastidio perché la ricordano troppo da vicino. I Social Network invece, sono sicuramente un modo del presente per potersi esprimere o anche per non volersi esprimere… ci sono sempre due facce della stessa medaglia. Sta a noi fare una scelta, che non è detto sia quella giusta… ma è sempre una nostra scelta.”

Li consideri un’opportunità o conforti di creative chimere, nonché cattivi insegnanti?
“Nulla è – secondo me – condannabile a priori, l’uso che se ne fa può anche essere negativo a volte, ma questa è la vita… anche in un social.”

Col proliferare dei Social, aumenta il numero dei tanti aspiranti scrittori e di molti soggetti “di belle parole”, eppure da troppo tempo ormai, pare che l’essere umano abbia dimenticato l’importanza del comunicare davvero vis à vis ed – ancor meno – nei “reali” rapporti Uomo – Donna ove il parlarsi per capirsi e non allontanarsi è sempre più un optional noioso ed inutile.
“Ed è vero… io difatti non sono certo né uno scrittore né tanto meno un poeta: quello che scrivo solitamente lo dico o l’ho detto vis à vis al soggetto dei miei post o, viceversa, è Lei che me l’ha detto.”

Secondo te, perché è diventato così difficile esprimersi, coinvolgersi, amarsi e dirselo davvero al di fuori della rete?
“Per quanto mi riguarda è esattamente il contrario: io scrivo e descrivo quello che avviene fuori nella vita di tutti i giorni, le parole dette sono sempre virgolettate e i fatti vengono descritti così come si sono svolti, qualsiasi cosa… da un bacio a una lacrima di dolore.”

Permettici di conoscere anche il Domenico lettore. Qual è il primo libro che hai letto?
“Pinocchio.”

Hai un libro, una poesia od un autore preferito?
Le parole che non ti ho detto” di Nicholas Spark.

Tre scritti, libri, romanzi o poesie che secondo Domenico tutti dovremmo leggere almeno una volta nella vita.
“I romanzi di Tiziano Sclavi, per esempio Apocalisse, La circolazione del sangue, Il tornado di Valle Scuropasso.”

Quale libro hai sul comodino?
“Nessuno… ma mi piacerebbe avere un libro di mio padre che lui teneva ogni tanto sul suo comodino, era un libro di poesie di Prevert, ma non voglio chiederlo a mia madre… è un suo ricordo.”

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Un tuo scritto che vorresti far conoscere a chi ci leggerà?
“Un post del 2012, uno dei primi… questo:

Biancamaria mi chiama
il suo signore delle mele…

perché tutte le mattine
le regalo una mela.

Lei, sulla sua strada
a cercare di mangiare…

io sulla mia
a cercare di amare.

Se mi permetti, vorrei concludere con due domande di stile Marzulliano:
Credi in quello che scrivi oppure scrivi di quello in cui credi?

“Scrivo di quello che vivo, di quello che conosco, di quello che provo.”

Ed – ovviamente – si faccia una domanda e si dia una risposta.
“La domanda è: “che cosa ha imparato Domenico dalla vita?
La risposta l’ho scritta qualche tempo fa in un post, questo:
Ho imparato a non chiedere, a non sognare, a non immaginare.
Ho imparato a capire i miei limiti, a stare al mio posto.
Ho imparato ad accontentarmi, ho imparato a soffrire e non farlo vedere, ho imparato a non vivere… e poi ho imparato… a disubbidire.”

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