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22La  festività anglosassone di Halloween che si celebra la notte del 31 ottobre, per molti è solo una ricorrenza  prettamente Americana dalle forme accentuatamente macabre e commerciali con le solite sfilate in costume ed il classico gioco dei bambini che girano di casa in casa recitando la formula ricattatoria del trick-or-treat (dolcetto o scherzetto) e della quale è tipico l’emblema della zucca intagliata.

In realtà, la storia di Halloween ha origini antichissime e si fonda su importanti tradizioni irlandesi, quando la verde Erin era dominata dai Celti, un popolo di pastori che – alla fine della stagione estiva – riportavano a valle le loro greggi, per prepararsi all’arrivo dell’inverno e all’inizio del nuovo anno che per loro cominciava il 1° novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda ed iniziava la stagione delle tenebre e del freddo, il tempo in cui ci si chiudeva in casa per molti mesi, riparandosi dal freddo, costruendo utensili e trascorrendo le serate a raccontare storie e leggende.

23Il passaggio dall’estate all’inverno e dal vecchio al nuovo anno veniva celebrato, con lunghi festeggiamenti, noti col nome di  Samhain che deriverebbe dal gaelico samhuinn e significa “summer’s end” (fine dell’estate) o la Samon, la festa del Sole durante la quale l’intera comunità poteva riposarsi e ringraziare gli Dei per la loro generosità, oltre ad esorcizzare l’arrivo dell’inverno e dei suoi pericoli, unendo e rafforzando la comunità grazie ad un rito di passaggio che propiziasse la benevolenza delle divinità.

L’importanza che la popolazione celta attribuiva a Samhain risiede nella loro concezione del tempo, visto come un cerchio suddiviso in cicli ove la morte era il tema principale proprio in sintonia con ciò che stava avvenendo in natura: durante la stagione invernale la vita sembra tacere, mentre in realtà si rinnova sottoterra, dove tradizionalmente riposano i morti… da qui l’accostamento dello Samhain al culto dei morti, in quanto i Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 ottobre, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge, e che le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, provocando in questo modo il dissolvimento temporaneo delle leggi del tempo e dello spazio e facendo sì che l’aldilà si fondesse con il mondo dei vivi e permettendo agli spiriti erranti di vagare indisturbati sulla Terra.
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Per questi motivi, il simbolismo di Halloween include anche temi come la morte, il male, l’occulto o i mostri ed i colori tradizionali sono il nero, il viola e l’arancione, quest’ultimo per il colore delle zucche lavorate a mano e con all’interno una fonte di luce, tradizionalmente adoperate nei paesi anglosassoni durante la ricorrenza di Halloween.

L’avvento del Cristianesimo non ha del tutto cancellato queste festività, ma – mentre in molti casi si è sovrapposto ad esse conferendo loro contenuti e significati diversi da quelli originari – in altri si è teso o ad esasperarne il lato oscuro ed onirico spogliandolo però del vero antico originario significato, oppure a denigrarlo e respingerlo attribuendogli significati ben lontani dalla realtà, atti solo a svalorizzare ed abolire un’antica tradizione che non si è stati capaci di tramandare e rispettare (pur non condividendola) nel suo nativo significato.

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